rifiuti tossici

Rifiuti tossici e smaltimento illegale: quali sono i rischi?

I rifiuti tossici rappresentano una delle componenti particolarmente pericolose che si possano osservare all’interno della propria realtà di quotidianità e non solo, nonché le tipologie di rifiuto più pericolose alle quali ci si può rapportare nell’ambito della propria vita. Essi, in effetti, possono causare lesioni e ferite gravi o addirittura la morte, nel caso in cui l’esposizione a questi stessi rifiuti tossici sia troppo negativa o particolarmente elevata.

Tuttavia, il business che si ritrova nell’ambito della realtà dei rifiuti tossici ha portato questi stessi ad aumentare considerevolmente all’interno dell’Italia, e a portare a modalità di smaltimento che sono ritenute come pericolosissime e, soprattutto, illegali. Generalmente, per quanto, con la denominazione di rifiuti tossici, si tende a parlare di prodotti di derivazione industriale o commerciale, i rifiuti tossici possono essere di qualsiasi tipo, e la loro pericolosità aumenta specie nell’ambito della contaminazione del suolo o dell’acqua, quando vengono scaricati illegalmente attraverso le cosiddette navi dei veleni.

Se, ad esempio, un materiale incredibilmente dannoso come l’amianto viene opportunamente rimosso e gestito da alcune realtà adibite allo smaltimento amianto Puglia e di altre regioni italiane, per tanti altri materiali non esiste una manovra controllata, e per questo motivo molti rifiuti subiscono una forte incredibilmente pericolosa per la vita e la salvaguardia dei cittadini. Ecco quali sono i rifiuti tossici che possono essere considerati tali in virtù della loro pericolosità.

Quali sono i rifiuti tossici più diffusi?

Generalmente, quando si parla di rifiuti tossici, ci si riferisce a questa denominazione stessa indicando alcune tipologie di prodotti che hanno derivazione industriale e commerciale. Tuttavia, la categoria dei rifiuti tossici risulta essere molto ampia, dal momento che contiene anche prodotti di uso domestico, come prodotti delle pulizie, cosmetici, batterie scariche o prodotti come pesticidi e diserbanti che vengono utilizzati nell’ambito del giardinaggio.

E ancora, tra i rifiuti tossici vengono inseriti anche i prodotti agricoli, come fertilizzanti, prodotti chimici e pesticidi, prodotti militari come armi nucleari e chimiche, prodotti di natura medica e sanitaria, che hanno grande pericolosità dal punto di vista radioattivo e prodotti farmaceutici, o da industria leggera. I rifiuti tossici possono presentarsi attraverso diverse forme, sia sotto forma di liquidi, sia sotto forma di metalli e gas, e per questo motivo la loro gestione è molto difficoltosa, soprattutto quando si verificano opportunità di business e mercato illegale che li riguardano. Non solo, dal momento che, soprattutto quando si presentano sotto forma liquida o gassosa, danno vita a opportunità di contaminazione molto rapida, diffondendosi in maniera celere all’interno di qualsiasi fonte d’acqua, come laghi, fiumi e soprattutto falde acquifere.

Lo smaltimento illegale di rifiuti tossici e la grande pericolosità delle navi dei veleni

Una classificazione elementare dei rifiuti tossici ha portato a selezionare alcune sostanze come particolarmente pericolose. Essi sono amianto, cloro, diossina e policlorobifenili, a cui si aggiungono sostanze radioattive quali piombo, cadmio, arsenico e mercurio. Se generalmente queste stesse sostanze vengono smaltite attraverso dei processi di gestione e di recupero che risultano essere regolate da un impianto normativo statale, molto spesso si verificano delle occasioni in cui a trionfare è l’illegalità, sia attraverso le cosiddette ecomafie, sia attraverso il commercio di questi stessi rifiuti tossici che avviene per mezzo delle cosiddette navi dei veleni.

A proposito delle ecomafie c’è poco da sottolineare, dal momento che l’argomento risulta essere particolarmente dibattuto in sede legale; è a proposito delle navi dei veleni che, però, occorre spendere qualche parola ulteriore: le navi dei veleni sono letteralmente navi che vengono usate in maniera illegale per smaltire e trasportare rifiuti tossici, che verranno poi riversati in mare, inquinando non soltanto lo stesso ma danneggiando anche gli ecosistemi marini e mettendo a repentaglio la vita umana. Generalmente, le sostanze che vengono smaltite in mare sono liquide o gassose, come diossine e mercurio, ma possono presentarsi anche sotto forma solida, per quel che riguarda metalli pesanti. Si tratta, purtroppo, di un sistema particolarmente diffuso e che ha portato all’emergere di gravi problematiche dal punto di vista sanitario e ambientale, che ormai hanno risonanza internazionale.